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Ecosistema Urbano 2025: Trento guida la classifica, ma le città italiane arrancano nella transizione ecologica

  • SR
  • 1 nov 2025
  • Tempo di lettura: 3 min
Ecosistema Urbano 2025
Ecosistema Urbano 2025

Il report Ecosistema Urbano 2025 — pubblicato da Legambiente, in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore — offre una fotografia approfondita dello stato della sostenibilità ambientale nelle 106 città capoluogo italiane. Il quadro che emerge è in chiaroscuro: se da un lato Trento, Mantova e Bergamo si confermano eccellenze nazionali, dall’altro lato molte città italiane, in particolare al Sud, faticano ancora ad adottare strategie ambientali strutturate ed efficaci.


Performance ambientali sempre più deboli

Il dato più allarmante è il calo del punteggio medio dei capoluoghi: 54,24% nel 2024, in flessione rispetto al 56,41% di due anni fa (2022), con un decremento del 3,8%. Nessuna città raggiunge il punteggio pieno e solo due capoluoghi superano la soglia del 75%:

  • 🥇 Trento – 79,78% (in risalita, dopo essere stata seconda nel 2023)

  • 🥈 Mantova – 78,74% (in forte crescita: +5 posizioni rispetto al 2023)

  • 🥉 Bergamo – 71,82% (salto di 13 posizioni: da 16ª a 3ª)

Questi risultati premiano politiche ambientali mirate, in particolare su raccolta differenziata, uso efficiente delle risorse idriche e mobilità sostenibile.


Top Ten 2025: il Nord domina, Bologna si conferma tra le grandi

Completano la Top 10: 4. Bolzano 5. Pordenone 6. Reggio Emilia 7. Parma 8. Rimini 9. Bologna – prima tra le grandi città, anche se perde una posizione 10. Forlì

Tutte le prime dieci posizioni sono occupate da città del Nord Italia, evidenziando un divario persistente con il Sud, dove solo Cosenza si colloca tra le prime 20 (16ª), nonostante un calo rispetto alla 13ª posizione del 2023.


In fondo alla classifica: emergenze croniche nel Mezzogiorno

Le ultime 10 posizioni sono quasi interamente occupate da città del Sud, con livelli di performance inferiori al 35%, e in alcuni casi al di sotto dei 25 punti su 100:

  • 97ª Caltanissetta

  • 98ª Caserta

  • 100ª Catania

  • 101ª Palermo

  • 102ª Catanzaro

  • 103ª Napoli

  • 104ª Crotone

  • 105ª Vibo Valentia

  • 106ª Reggio Calabria

Questi territori scontano carenze infrastrutturali, elevati livelli di inquinamento atmosferico, perdite idriche elevate, e mobilità urbana inefficiente.


Focus sulle grandi città: segnali contrastanti

  • Milano si distingue per l’eccellenza nel trasporto pubblico, con 424 passeggeri/abitante/anno, in costante aumento (+121 viaggi/ab rispetto al 2021), ma scivola in classifica per via del traffico e della qualità dell’aria.

  • Firenze è una delle sorprese: passa dal 63° al 21° posto, grazie a una crescita nei viaggi TPL (da 225 a 247) e un miglioramento nella raccolta differenziata (da 55,7% a oltre il 60%).

  • Torino risale dall’85° al 62° posto, grazie a ridotte perdite idriche, più alberi urbani e crescita nel TPL, ma resta penalizzata da un tasso di motorizzazione molto alto: 75 auto ogni 100 abitanti.

  • Roma è stabile al 66° posto, migliorando leggermente il TPL (277 viaggi/ab) ma ancora in affanno su qualità dell’aria e suolo urbano.

  • Napoli (103ª) e Palermo (101ª) restano tra le città meno sostenibili d’Italia.


Indicatori chiave: smog, suolo e mobilità restano criticità strutturali

Il report ha evidenziato tre aree particolarmente critiche:

  1. Smog: concentrazioni elevate e costanti di NO₂, PM10 e ozono penalizzano molte città, soprattutto le metropolitane.

  2. Rete idrica: sebbene le perdite superiori al 50% calino da 24 a 20 città, il problema resta diffuso.

  3. Consumo di suolo: tra il 2018 e il 2023, i capoluoghi hanno registrato un consumo complessivo di circa 4.500 ettari, nonostante un calo demografico di oltre 346.000 abitanti. Questo si traduce in un aumento del suolo impermeabilizzato di +6,3 mq/abitante in soli cinque anni.


Buone notizie: raccolta differenziata e TPL in miglioramento

  • Per la prima volta, la media nazionale della raccolta differenziata supera il 65%, con 15 capoluoghi oltre l’80%.

  • Cresce il numero medio di passeggeri TPL nei capoluoghi, anche se lontani dai livelli europei.

  • Venezia si conferma prima per TPL pro capite, seppur in lieve calo; Firenze e Milano registrano miglioramenti costanti.


Nota metodologica

Nel 2025 il report ha ridotto gli indicatori da 20 a 19, escludendo l’indice sulle vittime della strada per mancanza di dati uniformi a causa di un cambiamento metodologico da parte di ISTAT. I 19 parametri sono suddivisi in:

  • Aria

  • Acqua

  • Rifiuti

  • Mobilità

  • Ambiente urbano

  • Energia

Il sistema di punteggio assegna un valore da 0 a 100 per ciascun indicatore, con ponderazioni differenziate (es. mobilità vale il 21% del punteggio complessivo). Sono premiate le politiche locali e le capacità di implementazione.


Servono visione e coraggio nei territori

Ecosistema Urbano 2025 ribadisce che le politiche urbane sostenibili sono l’elemento chiave per migliorare vivibilità, resilienza climatica e qualità della vita. I territori con amministrazioni stabili, strumenti di pianificazione evoluti e buone pratiche locali riescono a scalare la classifica. Tuttavia, l’Italia resta un paese a due velocità.

La sfida, oggi più che mai, è passare da buone pratiche locali a strategie nazionali coordinate, in grado di colmare i divari territoriali e di attuare realmente la transizione ecologica urbana.


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