Il mondo ai super-ricchi: la ricchezza di pochi, il futuro di molti
- SR
- 5 giorni fa
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In un momento storico in cui il pianeta affronta crisi interconnesse — dalla povertà alla crisi climatica, dalla fragilità democratica alla precarietà economica — il nuovo Rapporto Oxfam sullo stato della disuguaglianza globale lancia un allarme tanto forte quanto urgente: i miliardari stanno accumulando ricchezza a ritmi senza precedenti, mentre la maggioranza della popolazione mondiale fatica ad arrivare a fine mese.
Numeri che raccontano un mondo sempre più diviso
Secondo l’ultimo rapporto presentato da Oxfam in occasione del World Economic Forum di Davos 2026, la ricchezza complessiva dei miliardari ha raggiunto un nuovo livello record di 18.300 miliardi di dollari, con un aumento del 16% nel solo 2025, tre volte più veloce rispetto alla media degli ultimi cinque anni. Questo segna un’impressionante crescita dell’81% rispetto al 2020.
Il dato assume proporzioni ancora più incredibili se confrontato con la condizione economica del resto del mondo: La ricchezza aggregata dei miliardari è ormai simile o superiore a quella detenuta dalla metà più povera dell’umanità — circa 4,1 miliardi di persone.
Un potere economico che diventa potere politico
Non si tratta soltanto di soldi: Oxfam sottolinea che l’accumulazione di capitale da parte dei super-ricchi non rimane confinata ai mercati finanziari, ma si traduce in influenza politica diretta e sproporzionata. Il rapporto evidenzia come i miliardari abbiano oggi 4.000 volte più probabilità di ricoprire incarichi pubblici rispetto a un cittadino qualunque, minacciando la qualità delle democrazie e l’equità delle regole sociali.
Questa concentrazione di potere politico ed economico si intreccia con la debolezza delle istituzioni pubbliche e con sistemi fiscali che favoriscono le grandi fortune mediante tagli fiscali, sussidi alle grandi imprese e regole che premiano i monopoli e le rendite finanziarie.
Un mondo con due velocità: ricchezza record vs povertà persistente
Nel frattempo, la realtà vissuta da miliardi di persone è ben diversa:
Una persona su quattro non ha accesso regolare al cibo.
Quasi la metà della popolazione mondiale vive in condizioni di povertà.
Questa dicotomia drammatica mette in luce come la crescita della ricchezza globale non si traduca automaticamente in migliori condizioni di vita per tutti, ma si concentri in modo esasperato nelle mani di pochissimi.
Perché la sostenibilità passa anche dalla giustizia economica
Per chi si occupa di sostenibilità, le implicazioni di questi dati sono profonde. La disuguaglianza non è solo un tema etico o sociale, ma ha conseguenze dirette su:
Consumo delle risorse: chi ha grandi patrimoni tende anche ad avere impronte ecologiche molto più elevate.
Clima: la ricchezza estrema è associata a livelli di consumo e di emissioni sproporzionati.
Politiche pubbliche: il potere concentrato determina regole che spesso non favoriscono la transizione ecologica.
Verso alternative più giuste
Oxfam, insieme a molte organizzazioni della società civile, sollecita riforme strutturali come:
Tasse sulla ricchezza e sulle grandi fortune per finanziare servizi pubblici e mitigazione della povertà;
Regolamentazioni contro i monopoli e per una distribuzione più equa delle risorse;
Politiche fiscali progressive che riducano il divario tra picchi di ricchezza e stagnazione salariale.
Queste soluzioni non sono solo giuste da un punto di vista sociale, ma necessarie per un modello di sviluppo sostenibile e resiliente in un mondo che affronta sfide climatiche ed economiche sempre più complesse.



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