ESG in Serie A: Juventus pubblica il primo bilancio di sostenibilità CSRD nel mondo del calcio italiano
- SR
- 28 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Quando parliamo di report di sostenibilità, siamo abituati a pensare a grandi gruppi industriali, utilities, multinazionali o aziende quotate. Ma la sostenibilità sta entrando con forza anche nel mondo dello sport, e novembre 2025 ha segnato una tappa importante: la Juventus è diventata il primo club di calcio italiano a pubblicare un bilancio di sostenibilità conforme alla CSRD, la nuova e rigorosa normativa europea sul reporting ESG.
Questa notizia non è interessante solo per chi segue il calcio, ma soprattutto per chi si occupa di governance aziendale, conformità normativa, engagement degli stakeholder e modelli innovativi di sostenibilità.
Vediamo perché.
La CSRD arriva nel calcio… ed è una rivoluzione
La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) richiede a un numero crescente di organizzazioni di rendicontare impatti, rischi e performance ESG con un livello di trasparenza e granularità senza precedenti. La Juventus ha scelto non solo di adeguarsi in anticipo, ma di farlo integrando il report di sostenibilità nel bilancio finanziario, come richiesto dagli standard ESRS.
Questo significa:
Doppia materialità: valutazione simultanea di impatti ESG del club (ambientali, sociali, governance) e dei rischi/opportunità che tali fattori generano sul modello di business sportivo.
Reporting strutturato, con KPI comparabili e auditabili.
Maggiore trasparenza verso tifosi, sponsor, investitori e istituzioni.
Per una squadra di calcio, spesso percepita come un'entità emotiva più che aziendale, questo passaggio rappresenta un cambio culturale enorme.
Lo sport come impresa: perché un club deve rendicontare la sostenibilità
Una società calcistica è un attore economico complesso: impianti sportivi, centri di allenamento, marketing globale, academy giovanili, attività di intrattenimento, comunità di milioni di persone. Gli impatti ESG sono concreti e significativi:
🇪 Ambiente
consumo energetico degli stadi
mobilità dei tifosi
utilizzo di materiali e rifiuti negli eventi
gestione dell’acqua nei centri sportivi
🇸 Sociale
promozione dello sport giovanile
inclusione e iniziative territoriali
tutela dei lavoratori e degli atleti
lotta alle discriminazioni
🇬 Governance
trasparenza finanziaria
etica e fair play
relazioni con sponsor e stakeholder
gestione della reputazione
Il calcio non è “solo calcio”: è una filiera che impatta ambiente, comunità e mercati.
Certificazione UNI/PdR 125:2022: un segnale forte sulla parità di genere
Oltre alla compliance CSRD, la Juventus ha ottenuto anche la certificazione UNI/PdR 125:2022, lo standard italiano sulla parità di genere in azienda.
Questo elemento è particolarmente interessante perché:
riguarda politiche interne (promozione, equità salariale, governance);
si lega alla narrativa sociale del club;
apre la strada ad agevolazioni e premialità nei bandi pubblici e partnership.
Una squadra di calcio che si impegna ufficialmente su diversity & inclusion manda un messaggio non solo ai dipendenti, ma a tutto il mondo dello sport.
Il calcio come laboratorio di sostenibilità aziendale
La scelta della Juventus indica una tendenza chiara:la sostenibilità entra dove ci sono brand globali, business complessi e grandi comunità di stakeholder.
E i club sportivi sono candidati naturali:
hanno un impatto ambientale notevole;
coinvolgono milioni di persone;
sono spesso al centro del dibattito pubblico e sociale;
dipendono moltissimo dalla reputazione;
hanno sponsor e partner sempre più attenti agli aspetti ESG.
In altre parole, non è più pensabile che una squadra di calcio resti fuori dai processi di reporting e trasparenza, che ormai caratterizzano tutti i settori.
Cosa significa per le aziende (anche non sportive)
Il caso Juventus è interessante per tutte le imprese perché mostra tre tendenze:
1. La sostenibilità diventa competizione. Chi si muove prima ha un vantaggio reputazionale e strategico.
2. Il reporting sta entrando nei settori più “insospettabili”. Il che significa che presto la sostenibilità non sarà più una “scelta”, ma un requisito trasversale.
3. L’integrazione tra bilancio finanziario e non finanziario sarà la norma. Le imprese dovranno costruire modelli di governance ESG più solidi e credibili.
Il futuro dello sport è sostenibile?
Il percorso della Juventus dimostra che la sostenibilità non è (più) un tema di nicchia, ma una leva strategica che ridefinisce modelli di business e responsabilità sociale.
Se anche lo sport — un settore spesso considerato “tradizionale” — sta evolvendo in questa direzione, significa che la sostenibilità è ormai un pilastro della competitività.
E soprattutto: il bilancio di sostenibilità è per tutti. Anche per una squadra



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