Il Nobel per la Chimica 2025 va ai “maghi dei materiali”: Kitagawa, Robson e Yaghi
- SR
- 17 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Il verdetto: chi sono i vincitori e per cosa
Il Premio Nobel per la Chimica 2025 è stato assegnato congiuntamente a Susumu Kitagawa, Richard Robson e Omar M. Yaghi per lo sviluppo delle strutture metal-organiche, note anche come MOF (Metal-Organic Frameworks).
Secondo la motivazione ufficiale, i tre ricercatori hanno dato vita a “una nuova architettura molecolare” che permette di creare materiali altamente porosi e con spazi interni molto ampi, attraverso i quali possono fluire gas, liquidi o altre molecole con applicazioni che spaziano dalla cattura di CO₂ alla purificazione dell’acqua.
Il Nobel 2025 conferma l’importanza crescente della chimica dei materiali nel contesto delle sfide ambientali e climatiche.
Un po’ su di loro: percorso e contributi
Susumu Kitagawa
Kitagawa è un chimico giapponese noto per i suoi studi nel campo della chimica dei materiali inorganici e delle strutture di coordinazione. Uno dei suoi contributi fondamentali risale al 1997, quando dimostrò sperimentalmente che alcuni complessi metallici potevano avere porosità misurabile – un passo importante verso i MOF.
Richard Robson
Robson è accreditato come uno dei pionieri nel concepire la struttura cristallina di questi materiali. È membro della Royal Society e ha dato contributi chiave alla teoria delle strutture di coordinazione.
Omar M. Yaghi
Yaghi ha esteso la disciplina: ha lavorato sulla stabilità, modularità e versatilità dei MOF, creando design che permettono di “programmare” le proprietà del materiale (adsorbimento, dimensioni dei pori, reattività).
Cosa sono i MOF e perché contano
Definizione essenziale
I Metal-Organic Frameworks (MOF) sono materiali costituiti da ioni metallici o cluster metallici (nodi) collegati da ligandi organici (linker), formando reti tridimensionali cristalline porose. Queste strutture combinano la rigidità dei metalli con la flessibilità delle molecole organiche, dando origine a materiali con altissima superficie interna e porosità controllata.
Un fatto sorprendente: un cubetto di MOF grande come uno zuccherino può avere una superficie interna equivalente a un campo da calcio.
Applicazioni ambientali e tecnologiche
I MOF sono promettenti per molte aree legate alla sostenibilità:
Cattura di CO₂: grazie alla porosità, possono intrappolare anidride carbonica da flussi gassosi.
Purificazione dell’acqua / rimozione di contaminanti: utili per separare molecole indesiderate come PFAS (“forever chemicals”) o farmaci residui.
Estrazione di acqua dall’aria secca / raccolta di umidità: alcune varianti di MOF possono funzionare come reti che catturano vapore acqueo anche in ambienti aridi.
Stoccaggio di gas e catalisi: per idrogeno, metano, gas tossici o per facilitare reazioni chimiche mirate.
In sostanza, i MOF fungono come “contenitori molecolari intelligenti”.
Il significato per la scienza e la sostenibilità
Questa assegnazione del Nobel segna un riconoscimento concreto del legame tra ricerca di frontiera e sfide globali ambientali. I materiali avanzati – in particolare i MOF – sono tra i protagonisti della “next generation” della chimica applicata all’energia, all’acqua, all’aria pulita.
Da un punto di vista del blog:
Mostra come investimenti in chimica fondamentale possano avere ricadute pratiche sui temi ESG.
Offre un esempio su come la ricerca pura e la tecnologia possono convergere verso soluzioni che affrontano il cambiamento climatico.
Illustra il valore dell’interdisciplinarità: i MOF non sono solo chimica, ma richiedono fisica, ingegneria, scienza dei materiali e modellazione computazionale.
Le sfide ancora aperte
Nonostante le potenzialità, i MOF non sono una panacea: ci sono ostacoli reali da superare:
Scalabilità e costo Produrre MOF su scala industriale, con purezza elevata e uniformità, è complesso e costoso.
Stabilità sotto condizioni reali Alcuni MOF possono degradarsi in presenza di umidità, temperatura variabile o agenti chimici corrosivi.
Efficienza sotto condizioni operative Le prestazioni teoriche devono essere confermate in ambienti reali, con mescolanze gassose, contaminanti e cicli ripetuti.
Compatibilità con altri materiali / sistemi Integrare MOF con dispositivi, membrane, reattori o infrastrutture esistenti è una sfida tecnico-ingegneristica.
Spunti per il tuo pubblico
Potresti collegare questo Nobel a progetti italiani o europei che utilizzano materiali avanzati per cattura CO₂ o filtrazione ambientale.
Intervista / citazione di ricercatori italiani che lavorano su MOF o su materiali porosi simili.
Un’infografica “MOF nella pratica”: dal laboratorio al prototipo applicato (aria, acqua, gas).
Un confronto tra MOF e altri materiali “tradizionali” usati per gli stessi scopi (carbone attivo, zeoliti, nanotubi) — pro e contro.



Commenti