Il Piano di transizione climatica della Banca d’Italia: perché è rilevante oggi
- SR
- 4 giorni fa
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I prossimi anni saranno determinanti per il contrasto ai cambiamenti climatici. A livello internazionale si osservano segnali di rallentamento dell’impegno di alcuni grandi Paesi, mentre in Europa è in corso una riflessione su come rendere la transizione ecologica efficace ma anche socialmente ed economicamente sostenibile, soprattutto per i soggetti più esposti agli effetti del cambiamento.
Nonostante questo contesto complesso, resta fermo un punto: le emissioni nette di gas serra devono diminuire in modo significativo nel prossimo decennio, fino ad azzerarsi entro il 2050. È un obiettivo condiviso a livello europeo e internazionale e rappresenta un impegno verso le generazioni future, che richiede il contributo di tutti: istituzioni, imprese e cittadini.
In questo quadro si colloca il Piano di transizione per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici della Banca d’Italia, pubblicato nel 2026. Il documento definisce come l’Istituto di via Nazionale intende ridurre il proprio impatto ambientale e, allo stesso tempo, prepararsi agli effetti ormai inevitabili del cambiamento climatico.
Perché mitigazione e adattamento devono procedere insieme
Ridurre le emissioni è fondamentale, ma non sufficiente. Anche se gli obiettivi climatici globali venissero raggiunti, gli effetti del riscaldamento globale continueranno a manifestarsi per decenni: ondate di calore più frequenti, eventi meteorologici estremi, stress sulle infrastrutture e sui sistemi urbani.
Per questo motivo, il Piano della Banca d’Italia affianca alle azioni di decarbonizzazione misure di adattamento e di rafforzamento della resilienza, volte a limitare gli impatti fisici del cambiamento climatico sulle proprie attività, sugli edifici e sui processi critici. È un approccio pragmatico, che riconosce la necessità di agire sia sulle cause sia sulle conseguenze del fenomeno.
Un impegno che parte da lontano
La strategia climatica della Banca d’Italia non nasce oggi. Dal 2010 l’Istituto pubblica un Rapporto ambientale, confluito nel 2025 nella Relazione sulla gestione e sulla sostenibilità, redatta secondo la normativa europea sulla rendicontazione di sostenibilità.
Nel tempo, la Banca ha adottato numerose iniziative: utilizzo esclusivo di energia elettrica da fonti rinnovabili, interventi di efficientamento energetico, installazione di impianti fotovoltaici, digitalizzazione dei processi e promozione della mobilità sostenibile. Il Piano di transizione rappresenta il passaggio da un insieme di azioni puntuali a una strategia organica, con obiettivi chiari, tempistiche definite e strumenti di monitoraggio strutturati.
Obiettivi chiari e misurabili verso il Net Zero
Il traguardo finale del Piano è il raggiungimento di emissioni nette pari a zero entro il 2050. In termini concreti, questo significa:
ridurre del 90% le emissioni di gas serra rispetto al 2019, anno scelto come riferimento;
rimuovere in modo permanente le emissioni residue che non sarà possibile eliminare completamente.
Per evitare che l’obiettivo resti solo di lungo periodo, il Piano prevede anche una tappa intermedia al 2035:
–67% delle emissioni dirette e indirette legate ai consumi energetici (Scope 1 e 2);
–40% delle emissioni lungo la catena del valore, come acquisti e mobilità (Scope 3).
Il perimetro riguarda esclusivamente le operazioni aziendali della Banca d’Italia (edifici, data center, banconote, spostamenti e fornitori), mentre sono esclusi gli investimenti finanziari.
Come la Banca intende ridurre le proprie emissioni
Il cuore operativo del Piano è rappresentato da una serie di interventi concreti e progressivi.
Il più rilevante è il passaggio dal gas all’elettricità per il riscaldamento degli edifici, attraverso l’installazione di pompe di calore alimentate da energia rinnovabile. Questa scelta consente di ridurre le emissioni e, allo stesso tempo, di diminuire la dipendenza da fonti fossili importate e soggette a forte volatilità dei prezzi.
A questo si affiancano:
il miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili;
la razionalizzazione degli spazi e dei consumi;
l’aumento dell’autoproduzione di energia rinnovabile, soprattutto fotovoltaica;
il ricorso a contratti di lungo termine per l’acquisto di energia verde (PPA);
interventi mirati sul ciclo di vita delle banconote, dalla produzione alla circolazione;
azioni per ridurre l’impatto ambientale di viaggi di lavoro e spostamenti casa-lavoro.
Particolare attenzione è dedicata anche alla catena di fornitura: la Banca punta a migliorare la qualità delle informazioni sulle emissioni dei fornitori e a orientare progressivamente gli acquisti verso beni e servizi a minore impronta carbonica.
Prepararsi agli impatti climatici: adattamento e resilienza
Accanto alla riduzione delle emissioni, il Piano rafforza le politiche di adattamento ai rischi climatici. L’Italia è esposta a fenomeni sempre più frequenti e intensi – come ondate di calore, alluvioni ed eventi estremi – che possono mettere sotto pressione edifici, infrastrutture e sistemi informatici.
La Banca d’Italia ha quindi avviato una valutazione sistematica dei rischi fisici legati al clima, integrandoli nei propri sistemi di gestione del rischio operativo e di continuità aziendale. L’obiettivo è garantire che le funzioni essenziali – dal sistema dei pagamenti alla stabilità finanziaria – possano continuare a operare anche in condizioni climatiche avverse.
Monitoraggio, trasparenza e coinvolgimento delle persone
Il Piano di transizione non è un documento statico. È integrato nella pianificazione strategica triennale della Banca e sarà aggiornato periodicamente per tenere conto dell’evoluzione normativa, tecnologica ed economica.
I progressi saranno misurati attraverso indicatori basati su standard internazionali e comunicati ogni anno nella Relazione sulla gestione e sulla sostenibilità. Un ruolo centrale è attribuito anche al coinvolgimento del personale, attraverso attività di formazione e sensibilizzazione: la transizione climatica richiede infatti non solo nuove tecnologie, ma anche un cambiamento culturale.
Una strategia che guarda al lungo periodo
Con il Piano di transizione per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici, la Banca d’Italia rafforza il proprio contributo alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Una strategia che combina ambizione climatica e realismo operativo, riducendo l’impatto ambientale oggi e preparando l’Istituto ad affrontare gli effetti del cambiamento climatico di domani.



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