ISO 17298: il nuovo standard internazionale per la tutela della biodiversità
- SR
- 2 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

La biodiversità non è più un tema solo ambientale: è diventata una leva strategica per le aziende che vogliono integrare l’ESG in modo concreto e credibile. In questo contesto emerge lo standard ISO 17298, pensato per guidare le imprese nel riconoscimento, nella gestione e nella rendicontazione dell’impatto sulla biodiversità. Vediamo cosa prevede, quali vantaggi può portare e come le aziende possono usare questo strumento per rafforzare il loro profilo ESG.
Che cosa riguarda la nuova certificazione?
L’ISO 17298 è un nuovo standard sviluppato per la gestione della biodiversità, guidando le aziende nella valutazione dell’impatto e nella definizione di strategie di conservazione.
Non è un semplice standard ambientale “verde”: richiede un approccio strutturato, integrato e verificabile nei processi aziendali.
Prevede una valutazione del rischio di perdita di biodiversità, ma anche piani di mitigazione, monitoraggio e reportistica.
Può essere integrato nei sistemi di gestione ambientale esistenti (per esempio quelli basati su ISO 14001), ma richiede competenze specifiche sulla biodiversità.
Perché ISO 17298 è rilevante per le aziende
1. Allineamento con ESG ambientale
Le imprese ESG devono misurare non solo le emissioni di CO₂ o l’energia consumata, ma anche l’impatto sulla biodiversità: l’ISO 17298 fornisce un quadro normativo per farlo in modo credibile.
La norma aiuta a definire KPI specifici: ad esempio, copertura di habitat, numero di specie minacciate nella zona di attività, o modifica del rischio di perdita di biodiversità nel tempo.
2. Risposta alle pressioni degli stakeholder
Investitori ESG, consumatori e istituzioni richiedono sempre più spesso trasparenza su come le aziende impattano gli ecosistemi naturali. Implementare l’ISO 17298 può rafforzare la dichiarazione di impegno ambientale.
Le aziende che adottano questo standard possono segnalare con maggiore credibilità il loro “impegno biodiversità” nei report di sostenibilità, distinguendosi dai concorrenti.
3. Riduzione del rischio operativo
Per le imprese che operano in aree sensibili (agricoltura, estrazione, infrastrutture, logistica…), il rischio di danni alla biodiversità è reale: l’ISO 17298 consente di valutare questi rischi e definire azioni preventive.
Inoltre, la perdita di biodiversità può tradursi in costi legali, reputazionali e di licenza operativa; una gestione proattiva può prevenire controversie e sanzioni.
4. Vantaggio competitivo e innovazione
Le aziende “pioniere” nell’adozione dello standard possono posizionarsi come leader della sostenibilità, attirando capitale ESG e nuovi clienti attenti all’ambiente.
L’implementazione dell’ISO 17298 può stimolare innovazioni: dalla progettazione di infrastrutture “biodiversità-friendly” alla creazione di partnership con organizzazioni di conservazione.
Come le aziende possono implementare l’ISO 17298
Gap analysis iniziale Valutare lo stato attuale: capire quali aree dell’azienda hanno impatti su ecosistemi e specie (es: stabilimenti produttivi, fornitori, logistica).
Formazione e competenza Servono figure con competenze in ecologia e biodiversità (biologi, ecologi) per valutare rischi, definire misure e creare piani di azione.
Definizione degli obiettivi di biodiversità Basandosi sui risultati della gap analysis, definire KPI misurabili (es. riduzione perdita di habitat, creazione di corridoi ecologici, reintroduzione di specie) e target a breve, medio e lungo termine.
Sviluppo di un piano di azione Identificare misure di mitigazione (restauro habitat, conservazione), azioni di monitoraggio, audit ecologici periodici e sistemi di reporting.
Integrazione nei sistemi esistenti Inserire il piano biodiversità nel sistema di gestione ambientale (per esempio ISO 14001), nella rendicontazione ESG, nei processi di due diligence di fornitori.
Comunicazione e rendicontazione Rendicontare i progressi in report di sostenibilità e comunicare agli stakeholder (investitori, clienti, comunità) le iniziative di conservazione.
Criticità e rischi nell’adozione
Costi: l’implementazione può essere onerosa, soprattutto per le PMI, a causa della necessità di competenze specifiche e di monitoraggi ecologici.
Misurazione complessa: la biodiversità è intrinsecamente complessa da misurare; definire KPI sensibili e significativi può essere difficile.
Greenwashing di facciata: alcune aziende potrebbero usare lo standard per “etichettarsi verde” senza fare interventi sostanziali. Serve rigore nella definizione del piano di azione e nella rendicontazione.
Vincoli operativi: in settori ad alto impatto ambientale potrebbe essere difficile coniugare obiettivi di conservazione con esigenze di produzione o crescita.
L’ISO 17298 rappresenta una svolta importante per il mondo ESG: offre un framework concreto per il tema della biodiversità, che fino a oggi è stato spesso trattato come “nice-to-have” più che come una priorità strategica. Le aziende che lo implementano non solo gestiscono meglio i rischi, ma dimostrano un impegno autentico verso la sostenibilità integrata.
In un contesto globale in cui la perdita di biodiversità è tra le principali minacce ambientali, adottare ISO 17298 non è solo una scelta etica, ma una decisione di business lungimirante: può rafforzare la reputazione, migliorare la resilienza operativa e attrarre stakeholder ESG sempre più esigenti.
Per un’azienda che guarda al futuro, la biodiversità non è più un accessorio: è parte integrante del percorso ESG.



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