The New Norm: trasformare bicchieri di plastica in maglioni — la moda circolare che cambia paradigma
- SR
- 13 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Nel vasto panorama della moda sostenibile, poche storie sono tanto concrete quanto quella di The New Norm — un brand che prende uno dei simboli del consumo usa-e-getta (i bicchieri di plastica monouso) e lo trasforma in capi d’abbigliamento. In questo articolo esploriamo come nasca l’idea, quale sia la tecnologia alla base, quali sfide affronta e perché merita attenzione da chi si occupa di sostenibilità.
L’origine dell’idea
La fondatrice Lauren Choi, allora studentessa di ingegneria presso l’università Johns Hopkins University, si trovò a osservare una montagna di bicchieri rossi (i cosiddetti “Solo cups”) usati nelle feste universitarie: un materiale monouso, difficilmente riciclabile con l’infrastruttura esistente. Decise così di costruire un estrusore nel garage, raccogliere migliaia di bicchieri usati e trasformarli in filamenti tessili. Da quel progetto universitario è nata The New Norm, con l’obiettivo di “riciclare plastica che non è attualmente riciclabile e trasformarla in filati e tessuti sostenibili”.
Il modello e la tecnologia
Materia prima: plastica monouso difficile da riciclare (bicchieri, packaging, materiali “hard-to-recycle”).
Processo: raccolta → triturazione → estrusione in filamento continuo (filament yarn) → 3D-knitting dei capi. Un aspetto distintivo: la produzione “zero water” (senza acqua) e il taglio/sewing ridotto grazie al 3D-knitting.
Stile e design: i colori dei bicchieri (pastel, rossi, verdi, blu) sono utilizzati come tali nei capi, riducendo o eliminando la necessità di tintura artificiale.
Impatto microplastiche: grazie all’utilizzo di filato continuo (“filament yarn”) anziché fibre staple, The New Norm afferma di ridurre la perdita di microplastiche durante il lavaggio.
La promessa di sostenibilità
Sul proprio sito, The New Norm dichiara:
“Through innovative material recycling technology, 3D knitting, and zero-water production methods, we minimise waste while maximising efficiency and craftsmanship". Altri punti chiave: produzione etica negli USA, tracciabilità dei materiali, e volontà di “turn waste into purpose”.
I risultati e lo stato attuale
La prima collezione lanciata nel 2023, fatta da bicchieri riciclati, è andata sold out rapidamente
La startup è ora in fase di scaling, con produzione su scala più ampia e partnership B2B in sperimentazione.
Il brand ha ricevuto supporto e grant (ad esempio da FORGE) per testare la produzione su scala commerciale.
The New Norm è un esempio illuminante di come, nel settore moda, la sostenibilità possa essere molto più di un’etichetta: può essere innovazione industriale, riuso creativo, design responsabile. Mentre il settore tessile è uno dei grandi emettitori di rifiuti e microplastiche, iniziative come questa mostrano che esistono strade alternative – anche se non prive di ostacoli.
Se vogliamo che la moda diventi davvero circolare, serve un cambio di paradigma: non solo “meno danni”, ma “valore dai rifiuti”. The New Norm ci dà un assaggio concreto di come potrebbe essere “il nuovo norm” della moda sostenibile.



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