Verso una sanità sostenibile, equa e orientata al paziente
- SR
- 7 ott 2025
- Tempo di lettura: 3 min

La sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non è più una questione teorica o futura: è una priorità urgente, strettamente legata all’accesso ai farmaci, all’evoluzione normativa, alla governance degli approvvigionamenti e alla capacità del sistema di rispondere in modo efficace e tempestivo ai bisogni reali dei pazienti. In questo scenario, il recente evento promosso da SIFO, in collaborazione con FADOI e FARE, ha rappresentato un’occasione unica per riflettere, da più angolazioni professionali, sulle criticità e le opportunità che il nuovo Codice degli Appalti (Dlgs 36/2023) porta con sé.
Non si è trattato solo di un incontro tecnico, ma di un vero e proprio laboratorio di idee, dove farmacisti ospedalieri, medici internisti e provveditori si sono confrontati a porte chiuse per cercare risposte condivise a una domanda fondamentale: come rendere il nostro SSN più sostenibile e orientato al paziente, senza sacrificare efficienza, equità e innovazione?
Una governance condivisa per superare le fragilità del sistema
La sostenibilità della sanità pubblica italiana si misura oggi lungo diverse direttrici: capacità di spesa, appropriatezza delle cure, accesso equo alle terapie, tenuta dei servizi territoriali. In ciascuna di queste dimensioni, l’approvvigionamento dei farmaci rappresenta un punto critico.
“Il Codice degli Appalti presenta ancora difficoltà applicative, ma può diventare un alleato strategico se gestito in modo collaborativo”, ha spiegato Adriano Leli, presidente di FARE. “Solo con il contributo di tutti – clinici inclusi – possiamo garantire che i farmaci arrivino in modo appropriato e sostenibile al paziente”.
L’inclusione dei medici internisti nel dialogo – finora limitato a farmacisti e provveditori – segna un’evoluzione culturale importante: la sostenibilità non può essere affidata solo alla gestione economica, ma deve partire da una visione clinica integrata, capace di leggere i bisogni complessi del paziente fragile.
Le difficoltà nell’accesso alle terapie – soprattutto a quelle innovative – sono uno dei sintomi più evidenti della tensione tra risorse limitate e aspettative crescenti.
“I nostri pazienti sono sempre più fragili, complessi, e spesso portatori di più patologie”, ha spiegato Andrea Montagnani, presidente eletto di FADOI. “La sostenibilità non può essere solo un vincolo economico: è un equilibrio tra qualità della cura, tempestività della risposta e capacità del sistema di evolversi”.
Non a caso, il documento finale che scaturirà dall’evento – frutto di survey interne, analisi con aziende farmaceutiche e tavoli tecnici – sarà presentato alle istituzioni come proposta concreta per migliorare il sistema di approvvigionamento, mettendo al centro i bisogni clinici reali e la trasparenza delle procedure.
Un SSN sostenibile è un SSN vicino ai pazienti
Tra le parole più ricorrenti nel dibattito: prossimità, integrazione, trasparenza, multidisciplinarietà. Sono i pilastri di una nuova idea di sostenibilità che va oltre la semplice razionalizzazione della spesa.
“Il nostro obiettivo è un sistema più equo, sostenibile e orientato al paziente”, ha sottolineato Montagnani. “Serve una vera alleanza tra chi cura, chi gestisce e chi acquista”.
In questa direzione, il confronto tra professionisti – farmacisti, medici e provveditori – diventa uno strumento essenziale per anticipare le crisi, ridurre sprechi, e migliorare l'efficienza di tutto il sistema, evitando che le rigidità normative diventino ostacoli all’accesso.
L’incontro SIFO–FADOI–FARE ha messo in luce un messaggio chiaro: la sostenibilità del SSN non può più essere demandata a compartimenti stagni. Deve essere costruita giorno per giorno, attraverso un confronto aperto, multiprofessionale e informato. Il Codice degli Appalti, con tutte le sue complessità, può diventare una leva di cambiamento, ma solo se integrato con una visione di sistema che tenga conto del valore clinico e sociale della salute.
L’obiettivo non è solo acquistare meglio, ma curare meglio, prima e per tutti. In questo senso, la governance degli approvvigionamenti è solo una parte – seppur cruciale – di un discorso più ampio che chiama in causa scelte politiche, visione strategica e partecipazione attiva di tutti gli attori del sistema salute.



Commenti